INAF e la Tecnologia SKA

Il drone utilizzato presso l’Isituto di Radioastronomia a Medicina (Bologna). Crediti: Jader Monari-Marco Poloni, IRA-INAF

Il coinvolgimento tecnologico dell’Istituto Nazionale di Astrofisica nel progetto SKA è articolato e ampio.

In Australia Occidentale opereranno antenne fra 50 e 350 MHz (basse freuquenze). Il braccio australiano di SKA (SKA1-Low) conterà 130mila antenne a dipolo del consorzio Low Frequency Aperture Array (Lfaa) disegnate per “raccogliere” i segnali a bassa frequenza provenienti dal cosmo. Il team dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna, guidato da Jader Monari, ha disegnato, progettato e prodotto 800 catene riceventi nonché i sistemi di acquisizione per la piattaforma di prova Aavs1, in collaborazione con i colleghi dell’Osservatorio didell’INAF di Arcetri, Catania, Iasf-Milano, Università di Bologna, Firenze e Ferrara e Cnr-Ieiit. In Australia sono operanti anche le antenne dell’Australian Ska Pathfinder (ASKAP), uno strumento formato da 36 antenne a parabola, e quelle del Murchison Widefield Array (MWA), composto da 2048 unità in funzione dal 2013.

Le antenne a disco (o a parabola) formeranno, invece, lo strumento SKA1-Mid, braccio sudafricano della prima fase del telescopio SKA: 133 antenne dal diametro di 15 metri, a cui vanno aggiunti i 64 “piatti” del telescopio MeerKAT già installati nella regione desertica di Karoo. Le antenne SKA in Africa offriranno una copertura continua da 350 MHz a 14 GHz (frequenze medie). Per questa parte del progetto, l’Italia dà un grande contributo grazie al gruppo di ingegneri guidati da Corrado Trigilio dedall’INAF di Catania, task leader nel consorzio Dish e responsabile del gruppo che gestisce il sistema Local Monitor and Control.

I CONSORZI

  • L’INAF è membro del Consorzio Dish (SKADC), guidato dall’Australia (CSIRO) ed è leader delle attività di Local Monitor and Control (LMC) con l’Istituto cinese JLRAT [riferimento per l’Italia è Corrado Trigilio – INAF di Catania].
  • L’Italia è anche membro del Consorzio Central Signal Processor (CSP), guidato dal Canada (NRC), ed è coinvolta nelle attività di Correlator and Central Beam Former, Non-Imaging processor e Local Monitor and Control [riferimento per l’Italia è Gianni Comoretto – INAF di Firenze].
  • L’INAF fa parte anche del Consorzio Telescope Manager (SKA-TMC), guidato dall’India (National Centre for Radio Astrophysics NCRA-TIFR); è responsabile dell’attività di Local Monitoring and Controlled è coinvolto anche nei pacchetti di lavoro System Engineering e Observation Management [riferimento per l’Italia è Riccardo Smareglia – INAF di Trieste].
  • L’Italia è membro del Consorzio Aperture Array Design (SKA-AADC), guidato dall’Olanda (ASTRON), ed è il leader dell’attività di Receiver. Nello stesso consorzio l’Italia è inoltre coinvolta anche in tutti i pacchetti di lavoro riguardanti le attività di Signal Processing, Antenna & LNA, Prototyping e Verification Procedures [riferimento per l’Italia è Jader Monari – INAF-IRA di Bologna].
  • L’Italia è coinvolta anche in un programma di sviluppo di strumentazione avanzata (AIP, Advanced Instrumentation Program) sui PAF (Phased Array Feed) da parte di un consorzio internazionale che comprende anche l’INAF. [riferimento per l’Italia è Alessandro Navarrini- INAF di Cagliari].

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