L’INAF e il progetto SKA

monte_marioL’Italia, tramite l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), è una delle prime nazioni ad aver preso parte al progetto SKA ed è uno dei Paesi che ha aderito alla fondazione della Ska Organisation e poi dell’Osservatorio SKA.

L’Italia ha una lunga tradizione nel campo della radioastronomia e vanta una ricca collezione di antenne all’interno dei confini nazionali: il radiotelescopio “Croce del Nord” a Medicina (Bologna); i radiotelescopi “VLBI” a Noto (Siracusa) e a Medicina; il radiotelescopio “Sardinia Radio Telescope (SRT)” aSan Basilio (Cagliari).
L’Italia, sotto la guida dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, contribuirà a rispondere a diversi quesiti scientifici fondamentali del progetto SKA: evoluzione delle galassie, cosmologia e energia oscura, test su forti campi gravitazionali utilizzando pulsar e buchi neri, l’origine e l’evoluzione del magnetismo cosmico, lo studio dell’alba galattica, l’origine della vita e molti altri.
L’INAF è, inoltre, uno dei pochi enti al mondo che possiede al suo interno le risorse intellettuali e strumentali per osservare l’Universo a tutte le lunghezze d’onda, da terra e dallo spazio, coprendo l’intero dello spettro elettromagnetico (dai raggi gamma alle onde radio). E proprio grazie alla leadership dell’INAF, tutta la comunità scientifica italiana godrà negli anni a venire di un coinvolgimento trasversale nel progetto SKA.

Il coinvolgimento tecnologico

SKA rappresenta un progetto di frontiera anche dal punto di vista dell’innovazione tecnologica. Solo per fare un esempio, nella prima fase di sviluppo trasmetterà ogni secondo, al computer di elaborazione centrale, l’equivalente di 3 TB di dati: big data e high performance computing all’ennesima potenza, dunque.
L’intero programma di sviluppo del progetto SKA prevede 12 asset tecnologici principali e l’Istituto Nazionale di Astrofisica, per l’Italia, è attore di rilievo in 5 di questi, con significative ricadute per il tessuto industriale più all’avanguardia del Paese. L’INAF, in particolare, si occupa della progettazione e costruzione delle antenne a parabola a media frequenza in Sudafrica e anche della progettazione e costruzione delle antenne a bassa frequenza in Australia. L’INAF è coinvolto anche nel team di Central Signal Processor e nello sviluppo del software di Telescope Manager. L’Italia fa parte anche del programma di sviluppo di strumentazione avanzata sui PAF.

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Le date da ricordare

La storia di SKA ha inizio nel 1991, ma il gruppo internazionale di lavoro è stato fondato solo due anni dopo, nel 1993. La firma del primo Memorandum of Agreement risale al 2000, quando entra in gioco anche l’Italia. Il lavoro di ideazione del progetto è stato portato avanti fino al 2006, quando è stata stilata la lista dei potenziali siti dove posizionare le antenne e i radiotelescopi. All’inizio del 2008 ha avuto inizio la fase PrepSKA. Durante il meeting a Roma (proprio presso Villa Mellini in Roma, sede centrale dell’INAF) il 30 marzo 2011 è stata sottoscritta la lettera d’intenti che ha portato poi alla fondazione della SKA Organisation, il 23 novembre 2011. In quella occasione l’Italia e l’INAF hanno dimostrato il ruolo di leadership che fin dai primi momenti ha animato la partecipazione a SKA.Nel 2012 sono stati scelti i siti per la costruzione del radiotelescopio e per tutto il 2013 sono state valutate le richieste e le proposte dei diversi paesi e sono stati valutati i costi. Il 23 dicembre 2014 è arrivata l’approvazione da parte del Parlamento Italiano di un’apposita linea nel Bilancio dello Stato per finanziare la partecipazione dell’Italia nello Square Kilometre Array.

Verso lo SKA Observatory: cos’è la Convenzione IGO?

La Convenzione dello SKA Observatory è stata firmata il 12 marzo 2019 dai rappresentanti dei governi di (da sinistra a destra) Regno Unito, Cina, Portogallo, Italia, Sudafrica, Olanda e Australia.

Dopo oltre tre anni e quattro cicli di negoziati a Roma, il 19 marzo 2019 le nazioni che partecipano al progetto SKA hanno firmato il trattato internazionale per la creazione dell’Osservatorio SKA, un’organizzazione di diritto internazionale che dovrà gestire la costruzione e l’operatività delle antenn. Si tratta della seconda organizzazione intergovernativa al mondo dedicata all’astronomia nel mondo (dopo l’ESO).

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