Stampa questa pagina

950 partecipanti al più grande convegno scientifico di SKA

Si è concluso il 19 marzo scorso lo SKA Science Meeting 2021 “A precursor view of the SKA sky” con oltre 950 iscritti provenienti da tutto il mondo.

A distanza di due anni dall’ultimo SKA Science Meeting, l’edizione di quest’anno è stata organizzata interamente online. Sono stati esaminati oltre 400 abstract, numero che riflette il grande entusiasmo e la vivacità che ha riscosso l’evento nella comunità scientifica. Da questi si è ricavato un programma di 82 sessioni plenarie e oltre un centinaio di splinter talks. Una ventina le conferenze tenute da ricercatori italiani di Università ed enti di ricerca sul territorio nazionale.

“Questo è già un anno speciale per la nascita di SKAO, ma vedere un tale interesse ed entusiasmo da parte della comunità scientifica per questa conferenza – ad oggi il nostro meeting con più partecipanti in assoluto – è estremamente incoraggiante”, afferma il direttore generale dello SKAO, il prof. Philip Diamond. “La vasta gamma di argomenti trattati è sbalorditiva e riflette l’eccezionale ricerca svolta dai nostri colleghi in tutto il mondo, che sta aprendo la strada alla scienza con SKA”.

Le sessioni plenarie si sono tenute due volte, a 12 ore di distanza, per facilitare la partecipazione degli iscritti di ogni fuso orario. I poster sono stati esposti in una stanza virtuale 2D con l’obiettivo di ricreare il più possibile le opportunità di coinvolgimento e collaborazione che si verificano durante le sessioni in presenza. Questo sistema ha consentito ai partecipanti di camminare nella stanza utilizzando un avatar e interagire con l’autore del poster e altri partecipanti tramite video e audio. La piattaforma utilizzata disponeva di chat per interagire durante i talk e inoltre sono stati creati dei canali Slack indipendenti in modo che le discussioni potessero continuare anche al di fuori della conferenza.

“Questo è stato il primo evento completamente virtuale organizzato da SKAO, il che ha consentito una partecipazione molto più ampia, sia in termini di numero di iscritti che di provenienza”, afferma Anna Bonaldi, SKAO Project Scientist, membro del Comitato di Organizzazione Scientifica. “Dopo un anno in cui i viaggi e le interazioni sono stati molto ridotti, sono felice di aver avuto l’opportunità di entrare in contatto con la nostra comunità scientifica, per conoscere tutto il lavoro che ha svolto”.

“La strada che porta alle prime operazioni scientifiche di SKA è lastricata di molte opportunità e iniziative a disposizione della comunità, come la ricerca effettiva con gli strumenti precursori e pathfinders – come dimostrato durante la conferenza – o lo SKA Data Challenge, o la partecipazione agli SKA Science Working Groups e ai workshop dedicati” aggiunge Prof. Diamond. “Queste opportunità aiuteranno la comunità a condividere conoscenze e competenze e a sviluppare nuove abilità e strumenti, in modo da essere pronti per l’arrivo di SKA previsto tra due anni”.