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Il Sudafrica ratifica la Convenzione dell’Osservatorio SKA

Primo piano della copia della Convenzione dell’Osservatorio SKA conservata presso la Camera del Consiglio al Quartier Generale SKA (Crediti: SKA Organization)

Pretoria, Sudafrica, 2 giugno 2020 – Il Sudafrica, la futura sede del radiotelescopio Square Kilometre Array (SKA) per le radiofrequenze medie, ha ratificato la Convenzione che istituisce l’Osservatorio SKA dopo l’approvazione del Parlamento sudafricano.

È il terzo paese, dopo i Paesi Bassi e l’Italia, a completare il processo nazionale a sostegno dell’istituzione dell’Osservatorio SKA, l’organizzazione intergovernativa responsabile della costruzione e dell’operatività di SKA, e il primo dei tre paesi ospitanti SKA a farlo. Il Sudafrica è stato tra i sette Paesi che hanno firmato la Convenzione a Roma il 12 marzo 2019, insieme ad Australia, Cina, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Regno Unito. La Convenzione entrerà in vigore quando cinque Paesi, tra cui i tre ospitanti Australia, Sudafrica e Regno Unito, ratificheranno il testo.

“Questo è un passo significativo non solo perché il Sudafrica è il primo dei paesi ospiti a ratificare la Convenzione, ma dato che diversi Paesi l’hanno già fatto, siamo più vicini all’ esistenza formale dell’Osservatorio SKA”, ha detto il Direttore Generale SKA, Prof. Philip Diamond.

L’Osservatorio sudafricano di radioastronomia (SARAO) ha guidato la partecipazione del Paese a SKA a nome del Dipartimento della Scienza e dell’Innovazione. Il Sudafrica è già sede di due telescopi precursori SKA: MeerKAT fatto di 64 antenne, che farà parte dello stesso SKA, e l’Hydrogen Epoch of Reionisation Array (HERA), in fase di costruzione. Oltre a condurre ricerche di livello mondiale, MeerKAT fornisce anche un contributo vitale per la progettazione tecnologica di SKA e la pianificazione della ricerca scientifica che verrà condotta.

“La ratifica è una pietra miliare fondamentale per il progetto SKA. Vorrei ringraziare entrambe le Camere del Parlamento e il Dipartimento della Scienza e dell’Innovazione per aver sostenuto la partecipazione del nostro Paese a questo emblematico progetto mondiale di infrastruttura di ricerca scientifica” ha dichiarato Rob Adam, Direttore Generale di SARAO.

La radioastronomia sudafricana e le relative competenze ingegneristiche si sono evolute rapidamente negli ultimi due decenni, e il contributo degli istituti e dell’industria sudafricana nel lavoro di progettazione di SKA è stato inestimabile. Di recente, le straordinarie prime immagini di MeerKAT – attualmente il radiotelescopio più potente al mondo nella sua categoria – hanno cementato la posizione del Paese nella classifica della radioastronomia. Gli scienziati delle istituzioni sudafricane sono attivi anche in 10 dei gruppi di lavoro scientifici e di discussione di SKA.

“La ratifica della Convenzione SKA da parte del Sudafrica conferma il forte impegno del Sudafrica in questa collaborazione mondiale. Siamo determinati a garantire il successo di quella che sarà la prima grande infrastruttura di ricerca globale ospitata in Africa”, ha detto il dottor Blade Nzimande, Ministro sudafricano per l’istruzione superiore, la scienza e l’innovazione. “La partecipazione del Sudafrica al progetto SKA ha potenziato in modo significativo le competenze del Sudafrica nella scienza dei dati, risorsa preziosa nella lotta contro il Covid-19.  Ora più che mai, Il nostro mondo ha bisogno di cooperazione internazionale e di solidarietà nei settori della scienza, favorite da progetti quali SKA”.

“Nonostante l’epidemia del nuovo coronavirus in tutto il mondo, i Paesi hanno investito un notevole impegno nel progetto SKA e continuano a portarlo avanti. È la testimonianza della forza della nostra collaborazione globale e dell’impatto futuro del progetto”, ha aggiunto il Prof. Diamond. “Lo slancio è forte, e ci aspettiamo che Australia, Cina, Portogallo e Regno Unito ratifichino nei prossimi mesi, con l’adesione di altri Paesi all’Osservatorio a tempo debito. Una volta che l’Osservatorio SKA sarà operativo, inizierà seriamente la costruzione della più grande struttura scientifica del pianeta”.