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SKA alla Notte Europea dei Ricercatori 2019

Si è appena conclusa la Notte Europea dei Ricercatori 2019, l’evento promosso dalla Commissione Europea a cui ogni anno partecipano migliaia di ricercatori ed enti di ricerca di tutti i Paesi europei con lo scopo di divulgare la scienza al grande pubblico e metterlo in contatto con il mondo della ricerca, in un modo coinvolgente e divertente. Presente anche quest’anno l’Istituto Nazionale di Astrofisica con un ampio spettro di iniziative organizzate dalle varie sedi INAF sul territorio nazionale per grandi e piccini, tra cui alcune dedicate alla scienza e alla tecnologia dello Square Kilometre Array.

 

Crediti: INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte

In particolare, a Napoli, il personale di INAF-Osservatorio Astronomico di Capodimonte ha parlato dell’origine della Vita e della formazione di sistemi planetari simili al Sistema Solare e i bambini si sono divertiti a realizzare la Formammide, una biomolecola complessa individuata nelle nubi di gas e polvere da cui nascono le stelle e nei dischi protoplanetari, quindi importante per comprendere come la Vita si sviluppi su un pianeta. Argomenti questi al centro dell’indagine del progetto Genesis-SKA (finanziato dall’INAF e di cui è responsabile nazionale Claudio Codella dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri) a cui partecipano oltre 60 ricercatori di 8 istituti INAF, con attività svolte anche nei 4 Laboratori INAF presso Arcetri, Catania, Napoli e Palermo, in cui vengono simulate le condizioni dello spazio interstellare per comprendere i meccanismi che portano alla formazione e alla sopravvivenza delle molecole organiche complesse.

Crediti: INAF Istituto di Radioastronomia

 

A Bologna, INAF Istituto di Radioastronomia ha spiegato i concetti basilari sullo studio delle onde radio provenienti dal Cosmo tramite esperienze interattive (tra cui l’uso di trasmettitore e ricevitore di onde radio a bassa potenza e un exhibit per l’ascolto di segnali radio trasformati in onde acustiche) e laboratori didattici per bambini. Durante tutto l’evento sono stati mostrati video in loop su SKA, in particolare quelli dedicati al lavoro di punta svolto dal personale di INAF-Stazione Radioastronomica di Medicina sui prototipi di antenne a bassa frequenza australiane e sulla loro installazione, in collaborazione con un team internazionale di ingegneri e tecnici, presso il Murchison Radio Astronomy Observatory, il sito SKA australiano. 

Crediti: INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania

 

Infine, il personale di INAF-Osservatorio Astrofisico di Catania ha dato un ampio spazio a SKA, mostrando al pubblico video su ricerca scientifica, antenne SKAe siti di installazione, offrendo inoltre modellini di carta per la realizzazione delle antenne sudafricane, in cui grandi e piccoli si sono cimentati con entusiasmo, tanto da ottenere un piccolo array!

Arrivederci, quindi, al prossimo anno con nuove e fresche iniziative INAF per la divulgazione di SKA. È una promessa.