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SKA: arriva la Science Data Challenge

Ha preso il via la prima Science Data Challenge del progetto Square Kilometre Array (Ska), una vera e propria sfida per gli astronomi che offre un assaggio delle immagini altamente dettagliate che verranno prodotte nei prossimi anni dalle antenne di Ska, dislocate tra Africa e Australia. La sfida prevede che gli scienziati analizzino una serie di immagini ad alta risoluzione create mediante simulazioni di dati. I ricercatori sono invitati a scaricare le immagini (da questo sito) e utilizzare il proprio software per trovare, identificare e classificare le sorgenti.

L’obiettivo principale di queste sfide è preparare la comunità scientifica al tipo di dati che riceveranno dalle osservazioni Ska e raccogliere un prezioso feedback che aiuterà con lo sviluppo delle procedure di raccolta ed elaborazione dei dati.

In questa prima fase gli scienziati hanno a disposizione 9 immagini da 4 Gb l’una, di circa 32mila pixel su ciascun lato. Le immagini mostrano come le antenne Ska1-mid (braccio sudafricano della prima fase del telescopio Ska che sarà composto da 133 antenne a parabola) potranno osservare il cielo radio a tre diverse frequenze (560 MHz, 1.4 GHz e 9.2 GHz) e a tre profondità.

«Con l’annuncio della prima release della Ska Science Data Challenge la comunità astronomica è finalmente in grado di avere un primo approccio ai potenziali scientifici di Ska. In questa fase l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) è presente con le sue e-infrastructure tramite il centro dati IA2 (Italian center for Astronomical Archive). Ia2@Inaf ha fornito la piattaforma tecnologica per supportare il rilascio dei primi dati simulati all’intera comunità mondiale, primo passo verso la presenza di Inaf nei futuri Ska Regional Center», ha spiegato Riccardo Smareglia a capo dell’ufficio di Ict e Science Data Management dell’Inaf.

Anna Bonaldiproject scientist di Ska che ha guidato la challange, ha detto: «Questa è una rappresentazione eccezionalmente dettagliata del cielo e offre una grande quantità di informazioni per gli astronomi. Queste immagini sono già molto complesse ma sono solo una frazione delle dimensioni di un’immagine Ska completa, quindi possiamo pensare a questo come a un “riscaldamento”».

Per creare le immagini, Bonaldi ha utilizzato un modello statistico per le molteplici sorgenti in tutto l’Universo, sulla base delle più recenti rilevazioni del cielo effettuate su molte frequenze diverse. Questo le ha permesso di prevedere ciò che le antenne Ska saranno in grado di vedere. Ci sono circa 10 milioni di sorgenti divise in due categorie, galassie a formazione stellare come la nostra Via Lattea e i Nuclei galattici attivi (Agn), prelevate dall’Atlas of Dragns dell’Università di Manchester, un catalogo di immagini di radio galassie.

«È un momento importante del nostro viaggio verso la consegna dei risultati scientifici con i telescopi Ska», ha sottolineato il direttore generale della Ska Organization Philip Diamond.

Le risposte a questa prima sfida, che potranno essere presentate entro il 15 marzo 2019, saranno valutate e presentate alla Ska Science Conference il prossimo aprile.