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Guardare le stelle con la Cloud di SKA e Amazon Service

astrocompute in the cloudLa SKA Organisation sta collaborando con Amazon Web Services (AWS) per utilizzare le sue innovative soluzioni di cloud computing in modo da poter esplorare la crescente quantità di dati astronomici in modi che prima erano inimmaginabili. Situato in Australia e in Africa, lo Sqaure Kilometre Array sarà il più grande network di radiotelescopi del mondo ed è spesso considerato il più importante progetto di Big Data oggi in corso, immaginato per produrre enormi quantità di dati, diverse volte superiore al traffico globale di Internet.

La SKA Organisation e AWS hanno lanciato oggi il lancio del programma di sovvenzioni AstroCompute in the Cloud, per accelerare lo sviluppo di strumenti innovativi e tecniche per l’elaborazione, l’archiviazione e l’analisi di grandi quantità di dati astronomici nella cloud. Borsisti avranno accesso ai crediti per i servizi AWS per un periodo di due anni e fino a un petabyte (PB) di spazio di archiviazione per i dati che provengono da partner SKA, che AWS renderà disponibile come un set di dati pubblici. Chiunque sia associato o usi radiotelescopi o dati astronomici di tutto il mondo è invitato ad applicare.

“Con SKA saremo in grado di generare più dati rispetto l’intero traffico di Internet in ogni singolo momento”, ha detto Tim Cornwell, l’Architetto della SKA Organisation e il referente per la sovvenzione AWS. “Quindi stiamo esaminando soluzioni cloud innovative per far fronte a volumi mai viste prima di dati, utilizzando tecniche che sono ancora da inventare”.

Phil Diamond, Direttore Generale della SKA Organisation, ha aggiunto: “Si tratta di un’opportunità interessante, non solo per le nostre istituzioni partner, ma per le aziende e i centri di ricerca di tutto il mondo che si occupano di dati nel campo dell’astronomia. La richiesta è quella di aiutarci a esplorare come il cloud computing può aiutare a elaborare il diluvio di dati che ci aspettiamo nell’astronomia nel 21° secolo e in particolare con SKA”.

Nella prima fase (SKA1), il progetto conterà due classi di radiotelescopi: in Australia verranno posizionate più di centomila antenne dipolo e in Sudafrica circa duecento grandi dish. Dei supercomputer tradurranno l’enorme volume di dati grezzi provenienti dai telescopi in una forma utilizzabile per gli astronomi. Le osservazioni dovrebbero andare avanti senza sosta, i dati verranno raccolti a tempo pieno e i supercomputer li elaboreranno al volo, trasmettendo quelli utili e scartando in tempo reale quelli contaminati comunque non necessari. Per gestire i dati saranno necessari nuovi algoritmi e software.

“Attraverso il nostro programma di calcolo scientifico e le nostre sovvenzioni abbiamo scoperto che quando i ricercatori hanno accesso a strumenti e dati di cui hanno bisogno, trovano soluzioni innovative per risolvere le sfide nell’ambito dei Big Data”, ha dichiarato Jamie Kinney, senior manager per scientific computing presso l’Amazon Web Services, Inc. “SKA è un progetto ambizioso che presenta l’opportunità senza precedenti di sfruttare un’enorme quantità di dati per esplorare l’universo”.

Al di là del campo dell’astronomia, lo sviluppo del cloud processing e dell’analisi dei dati avrà importanti applicazioni anche nella vita di tutti i giorni. I supercomputer sono sempre più utilizzati dalle aziende farmaceutiche per progettare farmaci migliori, oppure vengono utilizzati per effettuare previsioni meteo più precise fino a una settimana in anticipo, o ancora dagli ingegneri per progettare infrastrutture più intelligenti.

“C’è legame sempre più forte tra ricerca e computing”, ha detto Cornwell. “Il CERN si è reso conto molto presto che avrebbero dovuto affrontare una sfida per distribuire la quantità di dati dai loro esperimenti ai fisici di tutto il mondo. Per risolvere il problema hanno creato il World Wide Web. SKA è il passo successivo”.