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L’Italia partecipa all’Engineering Meeting di SKA in Australia

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Il progetto per la costruzione del più grande network di radiotelescopi al mondo, lo Square Kilometre Array (SKA), è uno dei più ambiziosi mai pensati dall’uomo, sia dal punto di vista tecnologico, scientifico che economico. Sono 11 i consorzi di lavoro che si occupano del progetto e sono composti da ingegneri e scienziati provenienti da tutto il mondo. Dopo il meeting di Giardini Naxos (Sicilia), dal 29 settembre al 2 ottobre 300 esperti provenienti da 15 paesi si sono riuniti a Fremantle (a pochi chilometri da Perth in Western Australia) per la seconda edizione dell’Engineering Meeting di SKA, durante il quale verrà fornita una visione globale dei progressi nella progettazione finale dei diversi prototipi di radiotelescopi. Si tratta del meeting più grande mai organizzato da SKA.
“L’Italia, attraverso l’INAF, è coinvolta in 4 differenti consorzi con ruoli di elevata responsabilità tecnica. I leader dei gruppi di ricerca dell’INAF coinvolti in SKA parteciperanno al meeting di Fremantle per discutere, confrontare ed analizzare criticamente le proposte progettuali dei propri team”, ha spiegato Davide Fierro, Program Manager del programma Tecnologico di SKA per l’INAF. “Tutti i lavori saranno infatti valutati in maniera costruttiva nell’ottica di miglioramento delle performance del sistema complessivo, per poi confluire in un’architettura ottimizzata da utilizzare come nuova baseline di progetto”.

Ingegneri e scienziati approfitteranno di questo incontro per fare il punto sui diversi pacchetti di lavoro e per ricevere i feedback dai consorzi sparsi in tutto il mondo nei momenti finali della fase di pre-costruzione. I partecipanti al convegno avranno la possibilità di imparare a conoscere meglio il progetto di SKA, che rivoluzionerà il modo di fare ricerca nello spazio. I progetto entrerà nella fase di costruzione nel 2017-2018. Questi consorzi sono costituiti da una varietà di istituti e società commerciali: ogni consorzio è stato incaricato di progettare un elemento specifico del telescopio SKA, da informatica a infrastrutture e progettazione di antenne. Gli esperti forniranno aggiornamenti e notizie su tutti e tre i telescopi precursori di SKA, cioè ASKAP, MWA e Meerkat.

Il meeting è stato aperto questa mattina dall’onorevole Colin Barnett, premier dello stato del Western Australia, in presenza del Direttore Generale dell’Organizzazione SKA, il professor Philip Diamond, insieme al Console Generale degli Stati Uniti, al Console Generale dell’Olanda e ad altri funzionari. “Questa è una settimana molto importante per il progetto SKA. Abbiamo raggiunto molti risultati negli ultimi anni, ma ancora molto resta da fare ed è per questo che siamo qui, per raffinare il design del SKA e renderlo una realtà. stiamo entrando in una fase molto importante del progetto”, ha detto Diamond. “Siamo onorati di ospitare gli ingegneri di SKA qui a Perth, che è la capitale dell’Australia per quanto riguarda la radioastronomia. La costruzione dei precursori di SKA procede velocemente in Australia”, ha detto il professore Brian Boyle, direttore di SKA in Australia.Il gruppo italiano INAF presente a Perth per #SKAengcon14

“Sono rimasta piacevolmente colpita che durante l’apertura dei lavori sia il direttore generale Diamond che il direttore scientifico Robert Braun hanno più volte sottolineato l’enorme successo del meeting ospitato dall’INAF a Giardini Naxos lo scorso giugno”, ha detto Grazia Umana, direttore dell’INAF-Osservatorio astrofisico di Catania, nonché chair del board del consorzio Dish. “A Fremantle- ha aggiunto – ci aspetta una lunga settimana di confronti tra scienziati e ingegneri e l’Italia avrà l’occasione di prendere parte da protagonista a numerosi meeting dei consorzi di cui fa parte”.

Il 30 settembre verrà lanciato ufficialmente il progetto Shared Sky, che unirà artisti australiani e sudafricani in una mostra collaborativa che celebra l’antica saggezza culturale dell’umanità, mentre il 3 ottobre verrà effettuata una visita presso il Murchison Radioastronomy Observatory, dove si potranno osservare i prototipi dell’Australian SKA Pathfinder (ASKAP) e del Murchison Widefield Array (MWA).

Il progetto in pillole – SKA soddisferà la nostra sete di conoscenza, rivelando alcuni dei più profondi segreti dell’Universo e risponderà a domande fondamentali per il genere umano. Non solo. È una sfida a livello scientifico e ingegneristico, che riunisce in unico grande e ambizioso progetto alcune tra le più brillanti menti del pianeta. Una volta completato, SKA sarà un network caratterizzato da un 1 km quadrato di area di raccolta (140 campi da calcio!) e avrà un grande campo di vista, un’estensione di alcune migliaia di chilometri e tecnologie innovative per ricevitori, trasporto ed elaborazione del segnale e calcolo. SKA conterà migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell’Africa e dell’Australia, che ne faranno il più potente radiotelescopio mai concepito e una straordinaria arma per studiare l’evoluzione dell’Universo, la gravità e la materia oscura e gli enigmatici e vasti campi magnetici. I tre diversi precursori supereranno di 50 volte la risoluzione e la qualità delle immagini finora ottenute grazie all’Hubble Space Telescope, e parliamo delle onde radio dello spettro!

Il coinvolgimento italiano – L’Italia, tramite l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha raccolto la sfida sin dall’inizio ed è oggi uno dei principali paesi coinvolti nel progetto, accanto ad altre 10 nazioni (Australia, Canada, Cina, Germania, India, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia e Regno Unito). Visti gli elevati costi di progettazione e costruzione, al progetto partecipano circa 100 organizzazioni sparse in 20 paesi in tutti i continenti. La sfida non è solo scientifica, ma anche industriale ed economica per l’Italia, che è già attiva in tutti i gruppi scientifici, in 4 consorzi tecnologici e leader di importanti progetti.